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....... fonte La Provincia L’overtime è ancora una volta fatale in casa alla Prima. Era successo con Pistoia, è successo con Vigevano nella seconda sconfitta stagionale della squadra verolana al palasport di Frosinone.
Dopo 45 minuti di forti emozioni passa per 75-82 la Miro Radici, che un po’ se la ride perché Veroli ha buttato per tre volte la possibilità del successo: la prima sul +8 a 6 minuti dalla fine e con il leader degli ospiti, Boyette, out per falli, la seconda con Draper che ha sfruttato soltanto a metà i due liberi che ha avuto in mano a un secondo dalla fine dei regolamentari, la terza nell’overtime dove i giallorossi partivano favoriti ma si sono fatti sorprendere da una formazione che dopo Boyette era ormai priva anche di Bougaieff, fuori per falli anche lui. Festa grande per la matricola lombarda, al settimo successo in otto gare e al quarto posto in classifica proprio insieme a Veroli. Si prolunga invece il momento delicato per la formazione di Cancellieri, che continua a non far fruttare in questo 2010 il suo enorme potenziale. Il tutto alla vigilia di una doppia trasferta a Pistoia e Brindisi da far venire i brividi. Niente Gatto per Veroli, niente gara dell’ex dalla parte vigevanese per Ghersetti, che è in panchina a incitare i suoi ma senza smettere mai la tuta per l’infortunio alla caviglia. Per dare spazio alla cronaca dell’emozionante ripresa si può saltare a pié pari gli equilibrati due quarti e mezzo iniziali, in cui si è capito che Veroli corre meno all’impazzata rispetto al solito, anche perché di fronte ha la miglior difesa del torneo a rallentarne i ritmi. Cacciata la freccia per la prima volta ad inizio ripresa con l’accoppiata Ganeto-Bertolazzi, ben supportata da Williams, Vigevano inizia a far paura nel terzo quarto alla Prima, che però trova nel solito Hines lo scaccia fantasmi: il 53-45 di fine periodo lo firma quasi esclusivamente il pivot americano con una serie di canestri di potenza. La gara sembra mettersi bene per Veroli, ancor più quando a 6 minuti e mezzo dalla fine esce per 5 falli Boyette, lasciando la Miro Radici apparentemente senza luce. Ma a questa Veroli manca geneticamente l’istinto del killer e i lombardi vengono graziati, anche per meriti propri, sia chiaro, con Ganeto a fare da portabandiera del nuovo sorpasso: 58-59 a -4’30” dopo una tripla di Cavallaro. Gigena si fa male ed esce, sono minuti critici per Veroli, se non fosse che Nissim pesca dalla sua classe alcune giocate che rivitalizzano la Prima. Un canestro sempre dell’israeliano mette un salvifico +1 a 15” dal termine, 65-64, ma Bertolazzi fa ancora meglio mettendo il controsorpasso dieci secondi dopo. Sull’attacco della disperazione Draper ha la prontezza di spirito di buttarsi dentro e conquistare due liberi. Per Veroli è il match point a un secondo e 28 centesimi dalla sirena: braccino sul primo tiro, sospiro di sollievo sul secondo e supplementare. Nel prolungamento i giallorossi sembrano poter prendere il largo e invece perdono la partita. Ganeto fa un 4/4 dalla lunetta per il 70-74 Vigevano a -1’18”, Nissim in qualche modo tiene vive le speranze (75-78 a -24”), ma si spengono pochi attimi dopo sui liberi di Cavallaro e la stoppata subita dall’altra parte da Nissim. A consolare parzialmente arrivano dagli altri campi le sconfitte anche delle dirette rivali Sassari e Brindisi, ma la classifica ora è meglio non guardarla. Conta piuttosto riflettere, e capire, le ragioni per cui questa Prima non è più la bella squadra del girone d’andata. |