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Cancellieri: "Una vittoria per ripartire"
venerdě 05 febbraio 2010

....... fonte La Provincia

Alla ricerca della forma mentale perduta. La Prima continua la preparazione allo scontro diretto di Pistoia con il tarlo di ritrovare le sicurezze svanite quasi completamente nell’ultimo mese.

Tornando così ad una classifica più sorridente rispetto all’attuale, che sembra aver fatto già svanire l’obiettivo del primo posto, della promozione diretta. Ma Massimo Cancellieri invita a non tirare conclusioni affrettate: “Quando mi si intervistava e mi si chiedeva del primo posto, al tempo dei tempi, ovvero quando si vinceva con una certa continuità, dicevo che comunque bisognava ragionare passo dopo passo: e mai come ora lo confermo – dice il coach verolanoLe somme vanno tirate alla fine, non bisogna pensare che il primo posto è andato. Tuttavia mi sembra di ricordare che nessuno di noi abbia mai parlato che dovessimo prendere il primato, del resto l'ansia di arrivarci è proprio quella che non ti ci fa arrivare. Secondo i giornali il nostro è un roster costruito per vincere, ma non è esattamente così, proclami del genere li hanno fatti squadre come Brindisi e Venezia, non noi”. Però a qualche dirigente giallorosso la parola Serie A è “scappata” eccome: “Sicuramente l'entusiasmo ti porta a volare in alto, però è anche giusto avere equilibrio, soprattutto nei momenti in cui, come questo, i risultati non supportano l'entusiasmo. Io posso rassicurare chiunque abbia la preoccupazione che la squadra stia perdendo posizioni di classifica, che questo gruppo sta facendo un ottimo lavoro in palestra. Ho giocatori che non si sono mai tirati indietro, tutti vogliono raggiungere l'obiettivo massimo possibile, ma per raggiungere gli obiettivi ci vuole serenità: noi, in squadra, nello staff e anche nella società, ce l'abbiamo, sappiamo di avere in mano un potenziale e ci manca solo la vittoria per ripartire. Adesso non dobbiamo essere belli, dobbiamo essere brutti e vincere le partite”. Per farlo è necessario saper gestire i vantaggi nel finale, capacità persa spesso di recente: “Il meccanismo che si innesca è quello di dire che la partita è già chiusa, invece di ammazzare la partita pensiamo già di averla ammazzata. Il che ci porta a giocare con un minimo di leggerezza in più che fa rosicchiare punti agli avversari. E se molliamo come intensità facciamo fatica a riprendere il ritmo e quando, come adesso, continuiamo a perdere le partite la fiducia ci scende, entriamo nel panico e da quel panico non usciamo più fuori. Perché succede tutto questo? Un motivo tecnico c’è. La nostra grande forza è che giochiamo di squadra, ma quello che ci manca è essere consapevoli che a volte un passaggio in più può farci vincere la partita: se noi decidiamo che il giocatore che ci sta dando di più deve attaccare, quel giocatore deve anche capire quando attaccare e quando passare la palla. Nell'ultimo quarto dobbiamo continuare a passarci la palla perché abbiamo più giocatori in grado di finire la partita”. E in tutto questo quali sono le colpe di Cancellieri? “Io mi prendo tutte le colpe che mi devo prendere, se ci sono delle colpe. Mi sono sempre messo davanti alla squadra e continuo ad esserlo, nel senso che prima di arrivare ai giocatori bisogna passare necessariamente sopra di me. Più che di colpe parlerei però di responsabilità, che sono quelle di riuscire nel più breve tempo possibile a trasformare il nervosismo o la mancanza di fiducia che la squadra ha in qualcosa di positivo, far capire ai ragazzi che stiamo percorrendo la strada giusta”.

 
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